FAQ - AROMATERAPIA INTEGRATA

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FAQ

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Le Frequently Asked Questions, meglio conosciute con la sigla FAQ, sono domande poste frequentemente.
Naturalmente qui le domande riguardano gli OLI ESSENZIALI e l'AROMATERAPIA e  speriamo che le risposte aiutino a fare chiarezza.




COSA E' L'AROMATERAPIA?

Il termine "aromaterapia" è utilizzato genericamente per indicare l'utilizzo degli oli essenziali (ma anche assolute ed estratti), sfruttandone il profumo e la risposta psicofisica che ne deriva.
Bisogna però distinguere aree di competenza ben differenti, che si sono delineate in questi ultimi dieci anni:

- l'aromatologia, che si occupa principalmente dell'effetto olfattivo, che provoca risposte emozionali.
In  questa area si possono inserire termini come "psicoaromaterapia",  "aromaterapia emozionale", "profumeria botanica", "aromabotanica".
Essa è infatti orientata al mantenimento della salute  psicofisica personale (senza implicazioni patologiche gravi), ovvero  alla prevenzione dei più comuni disturbi e ad utilizzi di pronto  intervento, all’uso cosmetico, alla profumazione personale e degli ambienti;

- l'aromacologia, un termine coniato dal Fondo di Ricerca Olfattiva (ora conosciuto come Sense of Smell Institute, SSI, l'istituto dell'odorato), a partire dal 1982 (e registrato nel 1989),  le cui ricerche erano, e sono tutt'ora, spinte verso il marketing olfattivo e la riproduzione di molecole sintetiche.
  
L'aromacologia  studia infatti scientificamente la stimolazione olfattiva su umore,  comportamento e fisiologia, cerca prove sperimentali, come gli effetti  sulle onde cerebrali e cerca di standardizzare il tutto, riproducendo le  molecole più utili, con fini commerciali (dare ai prodotti profumazioni  che attirano e fanno vendere di più);

- l'aromaterapia come terapia vera e propria,  in cui  l’utilizzo degli oli essenziali si sposta da un ridotto uso domestico a  quello più vasto, anche clinico, che prevede applicazioni per disturbi e  patologie di una certa entità, grazie alle loro proprietà specifiche,  molto dettagliate e mirate, a cui molto spesso la chimica farmacologica  si ispira.




COSA E' UN OLIO ESSENZIALE?

Con tale termine, secondo la Farmacopea ufficiale,  si intende "il prodotto idrofobo ottenuto dalla distillazione in corrente di vapore delle piante aromatiche, oppure, specificatamente per le bucce degli agrumi, il prodotto idrofobo della spremitura a freddo".
Quindi tutto ciò che non è ottenuto per distillazione in corrente di vapore o per spremitura a freddo, non è olio essenziale.
Non sono oli essenziali, di conseguenza:
- i prodotti ottenuti con estrazione in CO2
- gli estratti
- gli oleoliti
- gli idrolati
Sebbene alcuni venditori preferiscano considerare sia i distillati, sia gli spremuti, sia le assolute, sia gli estratti come "oli essenziali",  la nostra scuola  preferisce separare le terminologie, così da indicare immediatamente  le differenze estrattive e  di contenuto.


COME SI OTTIENE UN OLIO ESSENZIALE?

Le procedure per ottenere gli oli essenziali, come abbiamo visto nella sezione dedicata a "cosa è un olio essenziale", sono due:
- spremitura a freddo delle scorze degli agrumi
- distillazione in corrente di vapore di varie parti di piante (fiori, foglie, rametti, cortecce, semi, radici/rizomi)
La spremitura a freddo delle scorze di agrumi, si basa sull'estrazione dell'olio essenziale contenuto nelle piccole "sacche" che lo contengono, che possiamo vedere ad occhio nudo in un'arancia, un limone...
Funziona con lo stesso principio che applichiamo quando strizziamo una scorza di mandarino negli occhi di qualche parente, a tavola, a Natale...
Esistono macchine apposite per tagliare  le scorze e liberare l'olio essenziale contenuto, raccolto tramite lavaggio con acqua, e separazione per centrifuga.

L'olio essenziale estratto con questo metodo, è identico a quello contenuto nella scorza dell'agrume.
E' importante che gli agrumi utilizzati siano di coltivazione bio,  perché se sono stati trattati con pesticidi, o coltivati su terreni inquinati, in questa estrazione, insieme agli oli essenziali, passano anche sostanze nocive.
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La distillazione in corrente di vapore non è una sola, ma comprende tre tipologie:
- distillazione in acqua
- distillazione in a cqua e vapore
- distillazione in vapore
Il processo, per tutti e tre i metodi, sfrutta il vapore che, innalzandosi, trasporta con sé le molecole di sostanze che compongono l'olio essenziale.
La differenza di utilizzo è invece legata:
- al tipo di piante da cui estrarre gli oli essenziali (più verdi, più legnose...),
- alla labilità degli oli essenziali ad alcune temperature (troppo calore distrugge alcune sostanze).
- al pH che si produce in colonna di distillazione, favorendo la produzione di sostanze desiderate o meno

Dovrebbe essere chiaro che distillare un basilico o un legno di sandalo o un rizoma di zenzero richiede attenzioni diverse...
Nella distillazione, rispetto alla spremitura a freddo, gli oli essenziali ottenuti possono differire dalla composizione che avevano, nella pianta. Questo è dovuto al calore e al pH, che determina trasformazioni.
Inoltre la temperatura scelta, in distillazione, non permette al vapore di portare con sé molecole molto pesanti.

Nell'immagine una distillazione in vapore

COSA CONTIENE UN OLIO ESSENZIALE?

Un olio essenziale è composto di centinaia di molecole.
Tali molecole sono per lo più terpeni, ovvero composti costituiti da Carbonio e Idrogeno, e i loro derivati, detti terpenoidi, in cui è presente anche l'Ossigeno.
Terpeni  e terpenoidi sono divisi in "gruppi" (es. monoterpeni, diterpeni....  alcoli, esteri, fenoli...),  che hanno proprietà e attività molo  differenti tra loro.
Tali gruppi si chiamano "gruppi funzionali", o "classi funzionali".

Le  molecole sono più o meno lunghe, e differentemente sviluppate e  orientate spazialmente, con caratteristiche  individuali diverse.
L'insieme delle diverse molecole caratterizza  odore e qualità terapeutiche precise dell'olio essenziale.
Ogni  olio essenziale è quindi una miscela di molecole chimiche (appartenenti  a più gruppi o a pochi), che ne stabiliscono la funzione.


COSA E' IL CHEMIOTIPO?

Per chiarire cosa voglia dire "chemiotipo" (o olio chemiotipizzato), dobbiamo prima avvicinare alcuni elementi di botanica.

Per definire una pianta, la botanica  utilizza la "classificazione tassonomica", che specifica Dominio, Regno, Classe, Ordine, Famiglia, Genere, Specie.
Di questa classificazione complessa, in aromaterapia sfruttiamo in particolare solo le ultime due voci (ed eventuali sottovoci):

Per esempio:
Genere: ad es. Eucaliptus
Specie: ad es. globulus
Sull'etichetta dell'olio essenziale leggiamo: Eucaliptus globulus

Questo permette di riconoscere la pianta precisa da cui è stato estratto l'olio essenziale.
Infatti di alcuni generi esistono molte specie: per esempio del Genere Eucaliptus, in aromaterapia usiamo, oltre alla Specie globulus, anche la  "citriodora", "smithii", "dives", "radiata" ed altre.
Le specie diverse danno oli essenziali con caratteristiche differenti, se non addirittura diverse tra loro, e quindi possono cambiare sia il tipo di profumazione (più o meno forte, più o meno simile), sia l'applicazione.
Ad es. l'Eucaliptus globulus, ha un alto contenuto di  1,8,cineolo (adatto a problemi respiratori, ma MAI nei bambini)
Invece l'Eucaliptus citriodora ha come maggior compenti le aldeidi, e si utilizza, ad esempio, per infiammazioni muscoloscheletriche.

Quindi specie diverse hanno componenti chimiche diverse,  e gli oli essenziali hanno proprietà diverse.
Nella stessa specie, di conseguenza, ci aspettiamo una composizione  sempre simile: al limite c'è una piccola variazione, in percentuali, per cause contingenti, quindi non definitive.
Ma in realtà ci sono delle eccezioni!

In base all'area geografica di coltivazione, in cui la specie si adatta, avvengono delle modificazioni stabili nella composizione chimica degli oli essenziali prodotti: la sostanza chimica che caratterizza l'olio essenziale ne definisce il chemiotipo.
Facciamo un esempio?
Del Rosmarinus officinalis  esistono ben sette oli essenziali chemiotipizzati:  la specie di rosmarino è sempre la stessa, ma gli oli essenziali che si ottengono hanno - ognuno - un componente chimico particolare, che caratterizza il prodotto e ne determina le funzioni.

Adesso che abbiamo chiarito cosa è il chemiotipo, diciamo COSA NON E':  la parola "chemiotipo" non indica un gruppo funzionale (es. alcoli o aldeidi).
Chemiotipo indica un preciso componente (ad es. Rosmarinus officinalis a ct. verbenone, dove il chemiotipo è il verbenone).





C'E' DIFFERENZA TRA UN OLIO ESSENZIALE, UNA ASSOLUTA, UN ESTRATTO, UN OLEOLITO?

Certamente si!
Cosa si intende con "olio essenziale" lo abbiamo già spiegato qui.

L' assoluta è il prodotto di una estrazione particolare, per vegetali che non possono essere distillati.
Per ottenerla, consideriamo, genericamente, due passaggi:
1) la pianta (in genere fiori), cede gli oli essenziali in un  grasso, in cui è immersa.  Si ottiene così una pasta  semi solida, detta "concreta".
2) la concreta è trattata con solvente organico non  polare (ad esempio, benzene, toluene, esano, etere di petrolio) per  estrarre dalla pasta la cosiddetta assoluta, che è liquida.  Un  eventuale terzo passaggio (una particolare distillazione), può eliminare  il solvente, di cui però possono rimanere residui: per queto motico una  assoluta non si può utilzzare per assunzione interna.
Una assoluta non può essere chiamata Olio Essenziale e tantomeno "olio".

Un estratto si ottiene per macerazione del materiale vegetale in solvente non polare, in genere etanolo e successiva filtrazione.

Un oleolito  si ottiene con la macerazione di materiale vegetale in olio (EVO, di  semi di girasole, di semi di mais, di semi di vinacciolo, ecc.) e  successiva filtrazione.

L'assoluta,  l'estratto e l'oleolito, ottenuti dello stesso tipo di materiale  vegetale, non contengono le stesse sostanze ed hanno comportamenti  diversi.



COSA E' UNA TINTURA MADRE?

E' una preparazione liquida, ottenuta esaurendo la droga (parti della pianta officinale adulta, fresche o secche), tramite percolazione o macerazione con un opportuno solvente (acqua e alcol etilico, con diversa gradazione, in base alla pianta e alla droga), che permette di estrarre la maggior parte dei principi attivi contenuti nelle foglie, sommità fiorite, corteccia, radice, etc , della pianta officinale.

Si potrebbe confondere - erroneamente -  con gli Estratti, o più genericamente, con gli Oli Essenziali.  
In realtà la tintura madre (TM) è una estrazione non selettiva (si estraggono sia i principi che si sciolgono in acqua, sia i principi che si sciolgono in alcol).

GEMMODERIVATI

Si ottengono  per macerazione in acqua e glicerina dei tessuti embrionali (di gemme, germogli, semi, radichette e giovani getti), in via di accrescimento, della pianta officinale.
Sono più propriamente detti "tessuti meristematici".




COME SI UTILIZZANO GLI OLI ESSENZIALI?

L'utilizzo più semplice è per diffusione ambientale.
E' consigliabile munirsi di un diffusore ad ultrasuoni, per non deteriorare gli oli essenziali.  D'inverno si può sfruttare il calore dei termosifoni.
Il classico "fornelletto" (candela con sopra piattino con acqua), sebbene sia stato in voga per tanti anni, è un sistema che trasforma i componenti degli oli essenziali, deturpandone la profumazione e - di conseguenza - l'azione sulle emozioni.
Inoltre è opportuno usare anche un "disperdente", sostanza che diffonde l'olio essenziale nell'acqua, favorendo una diffusione graduale, nel tempo.

Vi è poi la profumeria botanica: prepararsi il proprio profumo, seguendo le necessità legate alle emozioni da placare, i talenti da valorizzare... Un metodo fantastico, ma non è semplice ottenere le soluzioni olfattive sperate.  Così si può preferise una soluzione veloce: l'uso di qualche goccia dell'olio essenziale preferito su un fazzoletto, da portare con sé per annusarlo ogni tanto.

Un altro utilizzo diffuso è il massaggio, e occorre scegliere le diluizioni adatte, in base alle caratteristiche della persona, della sua pelle alla miscela preparata e al tipo di carrier scelto.
Inoltre è importante, proprio nel rispetto della filosofia aromatica, preparare la miscela da massaggio di volta in volta, per assecondare le necessità individuali e per evitare che la miscela, nel tempo, si trasformi, con conseguenze sgradevoli.

Ricordate: MAI usare gli oli essenziali non diluiti.
C'è stata una ditta americana che ha proposto l'applicazione degli oli essenziali non diluiti, a gocce, sulla pelle (ovviamente per vendere di più). Ed è stata anche copiata.
Questa assurda "tecnica di applicazione a pioggia" ha provocato non pochi problemi negli usufruitori (negli USA c'è una organizzazione che raccoglie le denunce di incidenti dovuti all'incauto utilizzo di oli essenziali, e sono raccolti in report annuali, mentre in Italia tutte le stupidaggini sono ammesse,  e dal momento che i più si improvvisano esperti, cioè non sono in grado di valutare le consegenze di quello che fanno, il dilagare di questa modalità si è esteso a macchia d'olio... ).

Ci sono poo gli oli essenziali nella vasca da bagno: un metodo piacevolissimo, se si ha una vasca da bagno e si usa un carrier per veicolare e distribuire gli oli essenziali nell'acqua.
In questo modo si evita che le gocce rimangano in superficie, che evaporino i nfretta e che, a contatto con la pelle, causino effetti sgraditi.
Stessa cosa per gli oli essenziali nel bidet: abbiate cura delle vostre mucose! Un olio essenziale che galleggia, per quanto "delicato" sia,  a contatto con le parti intime è devastante...
Ricordate: gli oli essenziali NON si sciolgono in acqua.

Esistono infine altri utilizzi: aerosol e ingestione. Ma richiedono studio, pratica ed esperienza di un professionista, per evitare effetti anche molto gravi. Per cui non ne parliamo qui e ve lo spiegheremo se seguirete la nostra formazione professionale.





GLI OLI ESSENZIALI CLASSIFICATI COME ALIMENTARI SONO I PIU' SICURI?

Gli oli essenziali classificati commercialmente  come "alimentari" rispondono a una serie di norme relative alla produzione, stoccaggio, etichettatura.

Questo non significa che possono essere usati senza tutte le precauzioni necessarie, e soprattutto non significa che possono essere ingeriti senza preoccuaprsi di eventiali effetti collaterali.
I  componenti degli oli essenziali possono essere caustici, sviluppare  sensibilità e allergie, e soprattutto reagiscono con ciò che mangiamo,  con i farmaci che assumiamo, simulano alcuni nostri ormoni. E vanno  tutti ad affaticare il fegato.
Inoltre  vi sono oli essenziali che, sebbene derivino da piante che usiamo in  cucina, non sono assolutamente adatti all'uso alimentare.

Pensate che persino le assolute, che non vanno mai ingerite, sono etichettate come "oli essenziali" e classificate come "alimentari"!

QUINDI  ANCHE SE LEGGETE "ALIMENTARE" SULL'ETICHETTA, SIATE  COMUNQUE ATTENTI.  SUPERATTENTI. Insomma, non ingerite gli oli essenziali.





GLI OLI ESSENZIALI DI GRADO TERAPEUTICO SONO I PIU' SICURI?

La  dicitura "grado terapeutico" - o anche detto "grado terzo - è una  definizione nata nel commercio, per distinguere gli oli essenziali  naturali e non trattati dagli altri ( per esempio quelli che sono  depauperati di alcuni componenti, per renderli adatti  all'industria  profumiera).
Il "grado terapeutico" ci fa pensare a un prodotto che risponde a uno standard specifico per la cura di malattie. Ma...

Al tanto citato "grado terapeutico"  NON  CORRISPONDE NESSUNO STANDARD DI EFFICACIA (perché non esiste)

Gli  effetti degli oli essenziali, in ambito terapeutico, soprattutto  orientati ai chemiotipi, non dipendono da un "grado", ma dalla  competenza del terapeuta e dalla situazione di ogni individuo che si  appresta alla terapia.

Questa operazione di diffusione di certe informazioni, quindi, è di mero marketing,  ovviamente stata studiata per poter vendere di più, impressionando gli acquirenti.

Quando scegliete un  olio essenziale, preferitelo  proveniente da coltivazione bio, o ancora meglio Demeter.
Però  sappiate che  vi sono molti oli essenziali che è impossibile trovare  con tali requisiti, perchè distillati in paesi in cui si usano  normalmente pesticidi.  
Ed  esistono splendidi oli essenziali, di grande qualità, che però non  hanno certificazioni, perché costerebbe troppo, rispetto alla piccola  produzione.

Ed infine: sapere il chemiotipo di un olio essenziale, senza avere la competenza per usarlo, a che vi serve?





UN OLIO  ESSENZIALE E' SEMPRE NATURALE E PURO?

Purtroppo no.
"Naturale" significa che non è di provenienza sintetica (cioè riprodotto in labroatorio, come tutti i deodoranti ambientali al supermercato,  e le profumazioni nei detersivi, ammorbidenti, cosmetici... )
Inoltre dovrebbe anche significare che non è stato privato di alcuni componenti particolari (pratica che in alcuni casi è utile, come nel caso dell'olio essenziale di bergamotto,  quando viene trattato per eliminare il bergaptene, sostanza che crea serissimi problemi alla pelle, nell'esposizione solare(*). Però attenzione, perché deve essere espressamente scritto sulla confezione "prodotto senza bergaptene" o anche "defurocumarinizzato".

"Puro" significa che non è stato adulterato, ovvero non è  tagliato (diluito) con componenti estranee all'olio essenizale stesso.
Purtroppo la frode commerciale è possibile, per esempio in oli essenziali che hanno poca resa (e alto costo), in cui si aggiungono  oli essenziali simili, o parti di essi, per aumentare la quantità da vendere.
Vi sono poi diluizioni ancora più fantasiose, con aggiunta di solventi e oli, sempre con fini di resa commerciale maggiore.

In commercio esiste un po' di tutto, e quindi occorre avere pazienza, sviluppare l'attenzione e - pian piano - approfondire la conoscenza dei prodotti sul mercato, contattando i  produttori.
Ricordate che molti venditori non hanno assolutamente idea di cosa stanno vendendo, anche se non sembra così.

(*) Negli anni 80 una famosa  ditta, la Bergasol,   produceva solari a base di olio essenziale di bergamotto.  Negli anni 90 la Commissione Europea vietò  tali prodotti: la ditta  li inseriva in una concentrazione di psoralene superiore ad un milligrammo per chilo di prodotto, quantità tale da poter produrre melanoma, secondo gli esperti.
Oggi l'OE di bergamotto è utlizzato, sotto strettissima sorveglianza medica, per mascherare la vitiligine.
In Rete si trovano  bislacchi consigli per abbronzarsi, grazie  a questo olio essenziale, e ciò dimostra quanto sia importante  non fidarsi dei suggerimenti che affollano il web.


COSA E' UN  VETTORE?

Gli oli essenziali, per essere usati propriamente, hanno bisogno di qualcosa in cui essere diluiti e che li "trasporti" dove devono agire.

Gli "oli grassi", ovvero gli oli vegetali, di semi (oliva, mandorla, girasole, vinaccioli, argan, broccoli, ecc) sono quindi dei vettori.
E lo sono anche burri come il karità,  o cere come la jojoba.

Altri tipi di vettore sono il sale da cucina, la panna, l'aceto di mele, adatti a diffondere gli oli essenziali nell'acqua del bagno e del bidet.
E l'argilla, con cui miscelare varie sostanze e qualche olio essenziae, per maschere e cataplasmi.





COSA SONO GLI IDROLATI?

Nel processo di distillazione,  il vapore che attraversa le piante e trasporta gli oli essenziali, viene poi raffreddato, in modo da riconvertirlo in acqua.
Dal momento che gli oli essenziali non si sciolgono in acqua, c'è una separazione spontanea tra le due fasi: l'olio essenziale, che sarà imbottigliato e l'acqua  di distillazione.

Quest'ultima può essere trattata in due modi:
a) reinviata alla colonna di distillazione, se si sta distillando un vegetale che contiene pochissimo e preziosissimo olio essenziale.
b) negli altri casi l'acqua di distillazione è imbottigliata e venduta come "idrolato", anche detta "acqua aromatica".

Nell'idrolato sono disciolti tutta una serie di componenti idrofili (che quindi non troveremo nell'olio essenziale).
Inoltre rimangono "intrappolate"  alcune molecole presenti anche nell'olio essenziale (in una quantità veramente minima).

Per questo motivo l'idrolato:
- raramente ha lo stesso odore dell'olio essenziale
- non è l'equivalente dell'olio essenziale, data la notevole diversità di composizione chimica.

Gli idrolati si utlizzano come base nel deodorante fatto in casa, come tonico per la pelle,  come acque profumate estive:  in campo alimentare si miscelano nei cocktail o per aromatizzare pietanze.
Possono essere diffusi nell'aria, ma ovviamente l'effetto non è come  quello di un olio essenziale, per i motivi sopra spiegati.

Nell'immagine la diversa quantità di idrolato ottenuto nella distillazione di resine (varie specie di Boswellia)


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